mercoledì 22 dicembre 2010

Il culto di Lady Gaga in scena a Milano

gaga 6 Il culto di Lady Gaga in scena a Milano

UNA VERA ARTISTA - Ma poi c’era la voce. Capace da sola di riempire la scena. Appassionata e ringhiante. Piena di corpo, tremenda. Una voce esibita e sbattuta in faccia ai miscredenti, una voce osannata dai discepoli, con cui Stefani-Joanne-Angelina si è divertita e ha divertito. Perché, come ripeteva sempre il nonno palermitano, da poco scomparso e ricordato con tanto di lacrimuccia nel momento romantico della canzone al pianoforte, «Io canto sempre dal vivo». Ed ecco – combattuti tra la voglia di dimenarsi scompostamente e ballare e quella di restare imbambolati con gli occhi incollati su quel palco per non perdersi nemmeno un dettaglio del cambio d’abito, del trionfo del cattivo gusto, del fastidioso che diventa piacevole – d’un tratto l’affiorare di una conferma. Che si può avere 24 anni ed essere celebrata da mezzo mondo come la nuova Madonna, guadagnare somme incredibili per poi dire «I hate money», essere adorata da ragazze piangenti «Don’t cry baby, I love you»; ma, non basta, non si può resistere. Sotto quelle luci, davanti ad un carnaio di sconosciuti sudati, il pensiero andrà sempre alle tue compagne che ti chiamavano «little nerdy», a quelli che non ci credevano, che ti davano della pazza. È a questi che ha dedicato in fondo il concerto di ieri sera. Ed è questo che ha voluto dire a tutti quelli sconosciuti sudati: «Un giorno, anche voi avrete un palcoscenico per la vostra rivincita».

giornalettismo.com

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